Scrivere per un lettore che non è umano: benvenuti nell’era della GEO

Per vent’anni chi scriveva un articolo online lo faceva pensando a due destinatari: il lettore in carne e ossa e l’algoritmo di Google che decideva se e dove farlo comparire. Da qualche mese se n’è aggiunto un terzo, più silenzioso ma già determinante: il modello linguistico (il “motore” dentro ChatGPT, Gemini o Perplexity) che legge […]