IL WASHINGTON POST CONTINUA L’ESPANSIONE: 70 NUOVE ASSUNZIONI NEL 2022

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Con una lettera interna ma resa pubblica nel proprio blog a febbraio 2022, la nuova direttrice del Washington Post Sally Buzbee, ha annunciato che il giornale nel 2022 assumerà 70 nuovi giornalisti in redazione più altre figure per vari ruoli nel marketing. Una notizia sorprendente visto il difficile momento economico che vive il mondo della comunicazione, nonostante l’aumento dei ricavi negli ultimi anni fatto registrare dal quotidiano fondato nel 1877.

Sempre nel testo della lettera, Buzbee, oltre a ricordare le ultime 41 nuove assunzioni avvenute da agosto a dicembre del 2021, indica dettagliatamente le aree in cui il giornale ha deciso di investire in questo anno: salute e benessere (20 posizioni), ambiente e clima (20 posizioni) e tecnologia (circa 30 posizioni). Il tutto mirato ad espandere la portata e “l’influenza” del Washington Post anche al di fuori della città e degli Stati Uniti d’America.

 

L’ERA BEZOS

 Il Washington Post sta attraversando da almeno 10 anni un’intensa fase di sviluppo e di crescita, dovuta soprattutto agli investimenti del suo editore Jeff Bezos, numero uno di Amazon, che nel 2013 decise di puntare sul rilancio dello storico quotidiano americano sborsando 250 milioni di dollari per assicurarsene la proprietà e spodestare dall’ultimo piano del One Franklin Square la famiglia Graham, uno degli ultimi editori puri d’America.

Da quel momento lo storico quotidiano, divenuto internazionalmente conosciuto anche per lo scoop sullo scandalo Watergate negli anni Settanta, ha intrapreso un’ambiziosa e lungimirante fase di crescita focalizzandosi sull’innovazione nell’informazione. Bezos ha cambiato di molto quei meccanismi interni al giornale che negli anni avevano trasformato il The Post in una macchina lenta, molto costosa, che perdeva lettori ogni giorno e soprattutto aveva una presenza digitale molto limitata.

Jeff Bezos

In pochissimo tempo Bezos ha radicalmente cambiato la visione e la struttura del giornale prendendo come modello i social media e la loro strategia di espansione nel giornalismo. Due esempi? Il primo è rappresentato dal “Re-Engage”, uno strumento (attivo solo nella versione mobile del Washington Post) in grado di suggerire storie alternative ai lettori (annoiati) pochi secondi dopo l’apertura di un pezzo. Il secondo esempio è rappresentato da Talent Network, una piattaforma attraverso la quale i redattori del giornale possono trovare i migliori freelance al mondo e commissionargli nuove storie o ricevere le loro proposte. Queste nuove iniziative, oltre ad un’attenta programmazione dei contenuti come vedremo più avanti, ha permesso al The Post in soli due anni di riuscire a superare per la prima volta nella storia il New York Times per numero di utenti attivi mensili: 66,9 milioni contro 65,8 milioni.

 

UNA NUOVA INFORMAZIONE È POSSIBILE?

Tornando alla lettera citata in apertura e inviata a tutti i dipendenti del The Post, la direttrice del giornale Sally Buzbee spiega nel dettaglio quali siano gli obiettivi del quotidiano nel prossimo anno per lo sviluppo delle aree prima elencate.

Sally Buzbee – Direttrice The Washington Post

Ogni punto rappresenta un deciso passo verso il futuro non solo per il The Post ma in generale possono fungere da linee guida per la maggior parte delle testate giornalistiche e di comunicazione del mondo.

Nella parte che affronta la tematica sulla sezione “Salute e Benessere”, Buzbee spiega che d’ora in poi “tratteremo tutti gli aspetti della salute e del benessere, dalla consulenza medica degli operatori sanitari all’alimentazione, alla consapevolezza, al sonno e ad altri argomenti sullo stile di vita. La copertura includerà anche approfondimenti investigativi caratteristici di The Post incentrati sul settore sanitario, insieme a una guida incentrata sui consumatori su come navigare in modo efficace nel settore sanitario. Il giornalismo che creiamo sarà accessibile, facile da consumare e altamente pratico, con un tono accessibile ed empatico ma radicato nella scienza. Sfrutterà un’ampia varietà di formati di narrazione, mezzi e piattaforme sociali per incoraggiare il coinvolgimento con un pubblico diversificato di tutte le età”.

 Discorso simile per la sezione “Clima e Meteo”, un argomento su cui il Washington Post vinse il Premio Pulitzer nel 2020 per il documentario (visibile anche su Amazon Prime) 2C: Beyond the Limit.

Anche qui la direttrice del The Post mostra di essere una visionaria quando sostiene che “l’investimento sfrutterà un’ampia varietà di formati di narrazione e piattaforme social per coinvolgere un pubblico eterogeneo di tutte le età con un giornalismo che sia nuovo, esplicativo e pertinente” e continua dettando le linee guida lavorative dei prossimi mesi “oltre al nostro attuale lavoro investigativo e ai fact check basati sulle notizie, faremo anche report sulle tecnologie climatiche all’avanguardia e aiuteremo i nostri lettori a capire come possono fare la differenza come individui e all’interno delle loro comunità. Inoltre, prevediamo di fornire ai lettori una valutazione in tempo reale del pianeta attraverso flussi visivi dinamici di dati relativi al clima”

Grande importanza riveste naturalmente la sezione “Tecnologia”, ormai dal 2013 uno dei fiori all’occhiello del The Post. “Prevediamo di aumentare la nostra copertura dei social media e di espandere ulteriormente il team “Help Desk”sostiene Buzbee“un franchising incentrato su consigli pratici per aiutare i lettori a comprendere meglio e ad assumere il controllo della tecnologia che utilizzano in vita di ogni giorno”.

Ultimo, ma non importanza, è l’obiettivo dell’espansione fuori gli Stati Uniti. Bezos dal giorno seguente l’acquisto del quotidiano, dichiarò di voler portare il Washington Post a diventare un faro della comunicazione in America e nel mondo. Anche Buzbee è della stessa idea e per il 2022 ha grandi progetti “espansionistici” in termini di numeri e di obiettivi “abbiamo in programma di aggiungere quattro posizioni per sviluppare la nostra capacità di svolgere più lavoro investigativo a livello internazionale, tra cui un enterprise editor, un giornalista focalizzato sulla Cina, un ricercatore e un coordinatore per aiutarci a massimizzare le opportunità di partnership investigativa. Inoltre, aggiungeremo incarichi più generali e posizioni Morning Mix ai nostri hub di Seoul e Londra, che ogni giorno dimostrano il loro valore nel rendere il nostro notiziario più avvincente, veloce e competitivo”.

 Le parole della direttrice Buzbee dimostrano come i grandi quotidiani nord americani, ma anche nord europei, siano proiettati verso il futuro del giornalismo e della comunicazione ad un passo al momento impensabile e inimmaginabile per i quotidiani italiani. Un programma completo per struttura e visione che dimostra come, oltre all’aspetto tecnologico e dei social network, non vada mai tralasciato l’aspetto contenutistico fatto di inchieste, documentari, relazioni e interazione con gli utenti. Questo aspetto, come traspare ampiamente dalle parole del numero due del The Post, deve restare il primo obiettivo di ogni grande quotidiano.